giovedì 23 ottobre 2008

Mobilitazione Generale della Città di Taranto e della sua Provincia.




Il rilancio economico-occupazionale dell’intera area jonica non può non tenere conto del gravissimo stato di degrado ambientale di un territorio martoriato da oltre 40 anni, una città e la sua provincia avviluppati dai tentacoli mortali di un complesso industriale che annovera l’ILVA - il più grande centro siderurgico d’Europa– una gigantesca raffineria petrolifera, cementifici e centrali elettriche a carbone, tutti insieme come muscoli intorno alle ossa, come corteccia intorno al tronco. I risultati tangibili di una politica bieca, che per questa comunità suona le sue campane a morto con il Decreto Legislativo 152/96 a firma dell’allora Presidente del consiglio Berlusconi, sono oramai di dominio mondiale. Gli ultimi drammatici accadimenti, ci raccontano di tragedie che coinvolgono adolescenti colpiti da tumori, donne che hanno nel latte materno concentrazioni elevatissime di diossina, la stessa ritrovata nel latte di pecore, formaggi ed acqua sorgiva. I dati ufficiali di ARPA Puglia, dell’INES (inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) sono sconvolgenti. Taranto è paragonata dalla comunità scientifica a città della Cina come Linfen — (Toxic Linfen), o la romena Copsa Mica, le città più inquinate del mondo per emissioni industriali. Qui “si produce” il 92% della Diossina italiana e ben l’8,8 di quella totale Europea, diversi chilogrammi accumulati nel tempo in eredità per i nostri figli che continuano ad ammalarsi e a morire. La proposta di Legge Regionale, che presenteremo tramite i nostri consiglieri accompagnandola alle firme che inizieremo a raccogliere nei prossimi giorni, vuole risolvere “definitivamente” il problema legato alla condizione degli assurdi e permissivi limiti di emissione, adeguandoci invece a quanto dettato dalla Comunità Europea per un radicale abbattimento e controllo delle emissioni ed immissioni inquinanti dell’industria. Ci sono norme e leggi Europee che fissano limiti ben precisi relativamente a specifici inquinanti prodotti dagli impianti industriali,(tra i quali Diossina, Benzene, Piombo, Mercurio, ecc..). Non è logico quindi che solo l’Italia, peraltro firmataria di quegli accordi, (tra i quali Aarhus del 24 giugno 1998), continui in una politica che premia solo il profitto industriale di pochi a discapito della salute di tutti. Non ci stancheremo di ripetere quanto già evidenziato nel corso delle nostre innumerevoli iniziative sull’ambiente come “Taranto..dica 33”, e come oramai sostenuto fermamente dal mondo scientifico ed ambientalista: in questa città si muore per cancro come in nessuna altra parte d’Europa. Negli ultimi 10 anni leucemie, mielomi e linfomi sono aumentati del 40% , ma mentre gli altri paesi membri dell’Unione Europea hanno applicato da tempo i limiti stabiliti, indicando i valori delle emissioni di diossina tra 0,4 e 0,2 nanogrammi, l’Italia continua — come tristemente dimostrato anche in questi giorni a Bruxelles — a seguire strategie fuori da ogni logica di tutela della salute dei cittadini, fissando tale limite a ben 10.000 ng/m3 di concentrazione totale permettendo, anche al Gruppo Riva, di continuare a diffondere nell’ambiente concentrazioni di diossina in media pari a 6,9 ng/m3 — tossicità equivalente— con picchi di 8,3 ng/m3. La Germania, con grandi industrie siderurgiche sul territorio, ha fissato tale limite a 0,1 ng/m3 , il Friuli Venezia Giulia, con una legge Regionale a 0,4 ng./m3. Per questo giorno 29 novembre invitiamo a scendere in piazza al nostro fianco il mondo del lavoro, la scuola e l’università, le associazioni ambientaliste, i sindacati ed i pensionati, le forze democratiche dell’area jonica. Tutti uniti per chiedere a gran voce che si ponga fine a questo stato di cose con una Legge Regionale, perché a questo punto non c’è più nessuna differenza tra l’indifferenza con la quale si uccideranno nei prossimi giorni oltre 1200 pecore ed agnelli contaminati da Diossina ed i cittadini che ogni anno allo stesso modo si ammalano e muoiono di cancro.

Marcello CARACCIOLO — Coordinatore Provinciale Ambiente (Sinistra Democratica Taranto)
Info e adesioni: www.marcellocaracciolo.blogspot.com Email: marcellocaracciolo@virgilio.it
Coordinamento Provinciale Sinistra Democratica—Taranto, via G.Messina,52 Tel.099 4793397

1 commento:

Roberto ha detto...

Credo che questa possa essere la strada da percorrere.Una legge regionale che imponga limiti di emissione di sostanze inquinanti allineati con quelli europei.Solo che nell'intervista su Repubblica Vendola parla di cronoprogramma e di tempo per adeguarsi alle nuove prescrizioni regionali.Da anni sto girando la clessidra che Vendola cita spesso: ora bisogna fare in fretta, prima delle prossime elezioni regionali e prima che magari arrivi qualcuno che cambi ancora le cose.Comunque benissimo ed era ora.
Roberto Petrachi
www.tarantoviva.it

Ritieni che prendere le impronte ai bambini Rom sia...

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Coordinatore Provinciale per l'Ambiente di Sinistra Democratica - Taranto.